Durante una ristrutturazione può capitare che un prodotto previsto inizialmente non sia più disponibile, abbia tempi di consegna incompatibili con il cantiere oppure venga proposta un’alternativa con caratteristiche simili.
Il problema nasce quando il committente scopre soltanto dopo che l’impresa ha utilizzato materiali diversi da quelli concordati. Se accade, occorre mettere in atto una serie di controlli per verificare la qualità del prodotto e il corretto comportamento dell’impresa edile.
Un materiale diverso è necessariamente un materiale peggiore?
No. Due prodotti possono appartenere alla stessa categoria e avere prestazioni molto simili pur essendo realizzati da produttori differenti. Al contrario, due materiali che a prima vista sembrano equivalenti possono presentare differenze rilevanti per caratteristiche tecniche, durata, finitura, certificazioni o prezzo.
Per esempio, sostituire una piastrella con un’altra dello stesso formato non significa automaticamente ottenere lo stesso risultato. Possono cambiare:
- resistenza;
- assorbimento;
- superficie;
- tonalità;
- calibro;
- finitura;
- spessore;
- prestazioni dichiarate;
- valore commerciale.
Lo stesso vale per isolanti, impermeabilizzanti, laterizi, pitture, infissi e molti altri prodotti impiegati in edilizia.
Cosa bisogna controllare nel preventivo e nel capitolato?
Il primo documento da recuperare è quello nel quale il materiale era stato descritto. Una voce generica come “fornitura e posa pavimento in gres” lascia più margine rispetto a una descrizione che specifichi produttore, formato, finitura, codice prodotto e caratteristiche tecniche.
Per questo, per affrontare con serenità i lavori in casa è utile che preventivo, contratto e capitolato descrivano con sufficiente precisione almeno i materiali più importanti o costosi, ma anche le fasi della lavorazione. Quando nasce una contestazione, possono diventare rilevanti anche:
- computo metrico;
- capitolato;
- e-mail;
- messaggi.
Più precisa è la documentazione iniziale, meno spazio rimane per interpretazioni differenti a lavori iniziati.
L’impresa può sostituire un prodotto con uno equivalente?
Bisogna prima verificare ciò che le parti hanno concordato. Un contratto potrebbe prevedere espressamente la possibilità di utilizzare prodotti equivalenti, magari subordinandola all’approvazione del committente o del direttore dei lavori. In altri casi, invece, marca e modello possono costituire parte precisa della prestazione concordata.
Il Codice civile dedica l’articolo 1659 alle variazioni concordate del progetto nell’ambito dell’appalto. Se è necessario modificare una scelta prevista dal contratto, la soluzione più prudente è formalizzare preventivamente la variazione, indicando almeno prodotto sostitutivo e motivazione.
Come capire se la sostituzione ha prodotto un danno reale?
Non tutte le differenze comportano necessariamente lo stesso tipo di conseguenza. Se, per esempio, il materiale alternativo ha le stesse prestazioni richieste ma un prezzo superiore, la questione può riguardare soprattutto ciò che era stato economicamente concordato.
Se invece presenta prestazioni inferiori, può esserci un problema tecnico. Se cambia colore o finitura, il problema può essere prevalentemente estetico. Se compromette impermeabilizzazione, isolamento, sicurezza o durata, la questione assume invece un peso completamente diverso.
Per questo una contestazione efficace dovrebbe essere il più possibile precisa. Meglio scrivere: “Il prodotto installato risulta essere X anziché Y previsto nel capitolato e presenta queste caratteristiche differenti”, piuttosto che limitarsi a: “Avete usato materiale scadente.”
Cosa significa davvero “materiale equivalente”?
La parola “equivalente” è spesso il centro del problema. Un materiale edile può essere equivalente sotto un determinato parametro e diverso sotto molti altri.
Ciò vale anche e soprattutto nelle finiture su misura personalizzate, laddove la sostituzione di un prodotto può modificare sensibilmente il risultato estetico o funzionale previsto dal progetto.
Il confronto corretto deve quindi basarsi sulle schede tecniche e sulle prestazioni dichiarate, non soltanto sull’aspetto o sulla descrizione commerciale.
Come reperire il prodotto previsto o confrontare alternative reali?
Quando la sostituzione nasce dall’irreperibilità del prodotto, prima di accettare la prima alternativa disponibile può essere utile verificare se il materiale originario sia reperibile tramite altri canali o se esistano prodotti realmente confrontabili.
Per individuare produttori e rivenditori di materiali per l’edilizia può essere consultato anche il portale multisettore Edilnet, che comprende una sezione dedicata a categorie come laterizi, ferramenta, calcestruzzi, marmi, materiali per bioedilizia e prefabbricati.
La ricerca di un’alternativa dovrebbe comunque partire dalle caratteristiche richieste dal progetto. Cambiare fornitore non significa necessariamente dover cambiare anche prestazioni o qualità del materiale.
Come verificare quale materiale è stato realmente utilizzato?
Quando il materiale è già stato installato, la verifica può diventare più difficile. Per questo è utile raccogliere tutti gli elementi disponibili prima di iniziare contestazioni o demolizioni. Tra i documenti e le informazioni che possono aiutare ci sono:
- confezioni rimaste in cantiere;
- etichette;
- fotografie durante la posa;
- codici prodotto;
- documenti di trasporto;
- fatture di acquisto;
- schede tecniche;
- comunicazioni tra impresa, committente e tecnico.
Il documento di trasporto, per esempio, può indicare quali prodotti siano stati consegnati in cantiere, ma va interpretato insieme agli altri elementi. Una fotografia dell’imballaggio con codice e lotto può essere altrettanto utile.
L’obiettivo non è accumulare documenti casualmente, ma ricostruire in modo verificabile: cosa era previsto → cosa è stato ordinato → cosa è arrivato → cosa è stato effettivamente installato.
